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Luke Pearson ci porta alla scoperta di Hilda, il troll e del loro mondo

Luke Pearson ci porta alla scoperta di Hilda, il troll e del loro mondo - resized_hilda-coverLa prima opera di , arrivata in Italia grazie ai tipi della Bao (e in particolare nella collana per i più piccoli, Babao), racconta con una felice semplicità di disegni e testi una giornata della vita di Hilda, bambina dai capelli blu e dalla gran voglia di esplorare il mondo.

Di lei inizialmente non si dice molto: si intuisce dalle prime vignette che ha un interesse per le creature pericolose – su cui sta leggendo un libro –, un curioso volpino da compagnia di nome Twig, e una particolare esuberanza che la tiene sempre in movimento. Molto di più viene raccontato del mondo in cui la bambina vive: è una landa magica, popolata da giganti, troll e altre creature notevoli, riassunte in una mappa all’inizio del volume.

Grazie a una studiata costruzione delle tavole, nella quale quasi ogni coppia di pagine presenta come sfondo un’ambientazione diversa, a riempire lo spazio bianco fra le vignette, Pearson riesce a raccontare dettagliatamente molti degli ambienti del mondo di Hilda. C’è il grande pascolo con erba e pietre, il temporale notturno, la foresta sotto la tempesta di neve – oltre ovviamente al caldo interno della casa di Hilda e della madre. Il tratto dall’apparenza semplice e giocosa, con colori piatti e contorni ben definiti, viene racchiuso in vignette estremamente dinamiche, che si stringono fra loro, per indicare azioni in stretta sequenza (Hilda viene svegliata da un rumore e spaventata si rigira fra le coperte), o i cui confini addirittura scompaiono, per permettere a Hilda di correre il più velocemente possibile attraverso il paesaggio.

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La bambina desidera tanto conoscere la natura da vivere con lei in simbiosi: le vignette delle sue azioni diventano a volte esse stesse elementi naturali, trasformandosi ad esempio in rocce su di un prato.

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L’idillio viene però presto interrotto da una vera emanazione della natura: un troll, che è sia roccia sia animale, e che diventa per la prima volta nell’esperienza della piccola un reale pericolo. Il lettore, giunto nel momento di massima tensione, si rende conto che fino a quell’istante la narrazione è stata tanto incentrata sulla bambina da mostrare esclusivamente il suo punto di vista.
Ora Hilda, persa nella foresta, non sembra altro che un elemento estraneo, del tutto indifferente (persino invisibile) per i giganti, per gli alberi, per la terribile tempesta di neve. La bambina, ancora ingenua, non sa salvarsi dalla natura: per arrivare al lieto fine diventa necessario l’intervento di un alter ego, un uomo di legno tanto noioso quanto prudente.
L’uomo di legno era in realtà una vecchia conoscenza di Hilda, ma fino a quel momento la bambina non lo aveva mai reputato interessante, né tanto meno aveva immaginato che lui potesse esserle di aiuto. Il personaggio in sé, oltre a essere personificazione del buon senso, è anche l’antitesi del troll: partecipando al mondo vegetale e a quello umano, tende una mano (seppure a malincuore) per aiutare la piccola sperduta.

 

La giornata di Hilda e l’opera di Pearson risultano così suddivise in tre fasi: l’amore incondizionato della bambina per il mondo, l’indifferenza di questo nei suoi confronti, la sintesi dell’esperienza.
L’ultima tavola torna infatti a citare ciclicamente la prima: di nuovo vediamo l’esterno della casa di Hilda, calda e illuminata sotto il temporale notturno, e fuori la tenda della bambina, sempre decisa a godersi ogni rumorosa goccia della pioggia, e di nuovo pronta a esplorare il mondo in Hilda e il gigante di mezzanotte e nel terzo volume di prossima pubblicazione.

Abbiamo parlato di:
Hilda e il troll

, 2014
40 pagine, cartonato, colore – 14,00€
ISBN: 9788865431962

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