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ABC: L’alfabeto magico di Alan Moore – Terza e ultima parte

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La

lI mantenimento della promessa, il magico, il letterario e il semiserio. Un passo indietro, un altro ancora e poi sempre avanti partendo dalla fine.

Partiamo dalla fine, ossia da L’almanacco del nuovo viaggiatore, pubblicato in coda al secondo volume di questa serie.
Di che si tratta? Della realizzazione, dell’intento, di portare sul piano fisico, la realtà fantastica di cui è stato testimone ogni protagonista delle avventure di queste storie.
Perché partire proprio da questo compendio?
Perché l’idea di realtà, come la intendiamo con gli occhi del lettore, è una realtà ingannata e ingannevole che mescola verità e finzione, poesia e concretezza ed è questo concetto a costituire il filo conduttore della linea ABC.
Così come Italo Calvino aveva fatto con le sue Città Invisibili, costruendo cioè una cornice realistica attorno a luoghi inesistenti, allo stesso modo l’almanacco si propone di fare da portolano, da guida, a tutti quei luoghi accessibili solo attraverso il volo pindarico delle nostre menti. Luoghi che si sono fatti strada nell’immaginario collettivo così a lungo da poter essere considerati reali quanto quelli indicati sulle carte geografiche la cui peculiarità è l’essere raccontati da personaggi di fantasia.
Personaggi, i protagonisti di queste pagine, che come i luoghi di cui sopra sono talmente radicati nella cultura popolare da avere raggiunto anche loro lo status di esseri.
Pensandoci bene non si tratta di una operazione complicata; si prende un po’ di questo, di quello e si dice al fruitore che quella storia lì è tutta vera specie se a questa menzogna affianchiamo un briciolo di verità.
Ma è il contesto a dover essere rivisto.

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Questo bizzarro gruppo di eroi costituito da personaggi di punta della letteratura: Mina Murray (dal Dracula di Brian Stoker), il capitano Nemo (Ventimila leghe sotto i mari di Jules Verne), il dottor Henry Jekyll (di Robert Louis Stevenson), Allan Quatermain (da una serie di romanzi a opera di H. Rider Haggard), l’uomo invisibile (di H. G. Wells) e Mycroft Holmes (fratello più acuto del ben più noto Sherlock di Arthur Conan Doyle), coesistono con le loro controparti letterarie, l’universo da cui provengono è uno solo e assunto come reale.

Narrativa popolare o meno, la cosa che più gli interessa ad è decostruire e ricostruire la storia di personaggi che divengono a tutti gli effetti suoi, per farne qualcosa di nuovo e al contempo rispettoso della tradizione.
Il modo migliore per fare recitare i Gentlemen è quello di reclutarli attraverso un Mr Bond, portavoce dell’impero britannico e di un fantomatico quanto sinistro Mr M, per sventare un piano di conquista ai danni del regno e del mondo intero. Un espediente semplice questo, ma utile per introdurre i personaggi e approfondirne da subito la psicologia sia quella più nota della letteratura, sia quella nuova, che Moore affianca e affina a quella esistente.
Ma le cose sono davvero come appaiono? Semplicemente questo eterogeneo gruppo di freak si imbarca sul Nautilus solo per salvare il mondo? Certo che sì! Le situazioni scorrono attraverso i personaggi, li attraversano, usando i punti di vista di ognuno per essere raccontati.
E poi?
Poi la storia continua. Dopo aver risolto l’incidente di cui sopra, non senza sorprese, tradimenti e defezioni, ecco che tutto si semplifica.

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Se all’inizio i personaggi sono stati presentati, spiegati ripercorrendo i passaggi letterari e arricchendoli con il rodariano –cosa è successo dopo?-, ecco che viene il momento della leggerezza e delle botte da orbi.
Misteriose sfere infuocate precipitano dal cielo rilasciando sulla terra dei giganteschi tripodi, che prendono a distruggere qualsiasi cosa si pari loro davanti.
Questi alieni provengono da Marte, il pianeta rosso, che riconosciamo attraverso le descrizioni delle fonti letterarie più disparate rese manifeste da un certosino lavoro grafico.
Marte che viene introdotto attraverso un episodio che funge sia da pausa che prologo tra la fine del primo ciclo e l’inizio del successivo.
Accade poi che il tempo passa e solo gli immortali restano.

Mina Murray è il filo conduttore, il personaggio ricorrente, che ci introduce in Century, in cui fanno la comparsa tutti i temi cari all’autore quali l’esoterismo, e le manie del complotto che hanno notevole presa di questi tempi su un vasto pubblico, finendo per mescolare i generi. Passando dal fantascientifico allo spionaggio, con capatine nella poesia romantica del decadentismo e, ovviamente, per i supereroi.
Attraverso una trama che abbraccia un intero secolo, la vicenda ruota intorno a una setta di stregoni che ha deciso di concepire un fantomatico Figlio della Luna che secondo alcune interpretazioni potrebbe essere l’Anticristo.

Da non trascurare i racconti in prosa inseriti alla fine di ogni capitolo. scrive testi apparentemente slegati dal resto della storia, in realtà anche questi sono parte di un vasto affresco narrativo che ha molti punti di contatto con le vicende del fumetto.
Tra un ciclo e l’altro si inserisce anche il Black Dossier, che risponde a un domanda che forse in molti non ci eravamo posti: ma esiste solo questo gruppo di gentlemen, o ce ne sono altri di cui non ci viene raccontato nulla?
Ebbene le storie e i rapporti delle avventure di questi gruppi paralleli sono raccolte in questo speciale dossier conservato gelosamente dal governo britannico.
Slegato dalla continuity generale, il Black Dossier si presenta come diverso più per la confezione che nei contenuti; su tutti il gadget, un paio occhialini che consento la visione tridimensionale di alcune tavole.

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Kevin O’Neill, il disegnatore della serie, riesce in un’operazione multi sfaccettata.
Là dove Chris Sprouse muta registro, dove J.H. Williams III si arricchisce, O’Neill si carica di più esperienze grafiche per fare anche fronte alla natura cronologica dell’opera e alla molteplicità degli ambienti che, ricordo, sono spesso il frutto e la fusioni di più visioni storico letterarie.
Il tratto sottile ricorda le incisioni di fine ottocento, si confà ai passaggi psichedelici degli anni settanta. Si appropria di ogni stile epocale rappresentando le fantasie di Moore caratterizzando luoghi e personaggi con la costruzione di tavole a volte classiche a volte estranianti.

Se in Promethea viaggiamo nel magico, in Tom Strong viviamo il mantenimento della promessa, se Top Ten rilegge il supergruppo umanizzandolo e meravigliandoci per questo, se in Tomorrow Stories la meraviglia è anche sperimentazione semiseria, è con questa Lega che Alan Moore riesce a fondere al meglio ogni intenzione.

Top Ten

Supergruppi e vita vissuta.
Microcosmi sistemici aperti. Supergruppi e vita vissuta in cui non è l’essere super il centro della vicenda.

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Prendete un supergruppo, uno qualsiasi. Tra di essi s’incontrano sempre: il forzuto buono, l’alieno belloccio che ha scelto di vivere sul nostro pianeta e di proteggerlo, il frustrato che ha grande poteri e grandi responsabilità, la donna affatto indifesa, l’oscuro, il solare e quello con la peggior calzamaglia di sempre.
Ogni supergruppo, che sia americano, europeo o australe ha la sua missione: difendere noi poveri e sciagurati esseri umani normodotati, privi del benché minimo superpotere.

E se invece i superesseri dovessero trovarsi nella situazione di difendersi da se stessi? Se il luogo in cui vivono non fosse popolato dalla semplice umanità ma da un genere umano potenziato?
Top Ten, così è chiamato il distretto dieci situato al lato nord di Pike Street, è la sede del corpo di polizia della città di Neopolis.
Concepita per aggirare i problemi sociali posti dall’aumento esponenziale di una popolazione composta soprattutto da super umani, Neopolis costituisce la Centrale Madre del corpo di polizia –adeguatamente addestrato – dedicato ai superumani.
È Robin Slinger, Toybox, a introdurci nel caotico mondo di Top Ten. Decisamente meno dotata dei suoi colleghi, Robin non ha alcun superpotere. La caratteristica che le ha fatto guadagnare il nomignolo di Toybox è legato proprio alla misteriosa scatola di metallo che porta con sé e al suo contenuto. Un piccolo, buffo e grottesco, esercito di giocattoli è racchiuso in quel contenitore ed è in grado di eseguire qualsiasi suo ordine.
Dapprima sottovalutata in quanto novellina, e affidata al gigante albino e burbero Smax, non è però soltanto lei la protagonista di quella che è, a tutti gli effetti, una serie che fa della coralità il suo punto di forza.

Non è cosa facile rendere la narrazione a tutto tondo, è inevitabile che alcuni personaggi prendano il sopravvento. Per evitare che questo accada Alan Moore si ispira ai serial televisivi polizieschi e rende protagoniste le vicende più che i personaggi e le relazioni che intercorrono tra di loro più del singolo individuo.
La vita in una stazione di polizia –come in qualsiasi posto di lavoro – è più che la realizzazione di un compito: ci sono le persone e il microcosmo che queste creano in maniera inconsapevole. Il tracciato di una rotta nel sistema aperto, come è quello dell’animo umano, nonostante sia nascosto dietro una maschera, qualsiasi essa sia. Ecco, è questo che ci viene raccontato in Top Ten, in maniera semplice e intricata al tempo stesso relegando in secondo, ma anche terzo piano o più giù ancora, le super caratteristiche di ogni individuo.

I disegni di Gene Ha, decisamente realistici per un serial del genere, trovano la loro adeguatezza nella realizzazione degli sfondi e delle architetture futuribili di Neopolis.
Con The 49ers (da noi edito col titolo Quelli del ’49) ideale prequel di Top Ten le caratterizzazioni hanno fruttato all’artista un Eisner Award.

Top Ten è dunque il racconto delle vicende umane di supereroi in una città di superesseri, una riflessione sui comics popolari e, perché no, anche uno sberleffo alle maschere in genere.

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Finale

Come in una storia, cerchiamo di raccogliere le idee per l’epilogo.
Dove te ne vai senza nemmeno salutare.

Ti chiami Alan Moore e sei un sciamano. Il percorso iniziatico che ti ha condotto ad aggiungere questo talento alle tue già note peculiarità è stato unico e ti ha reso generoso.
Generoso nelle idee, generoso nei contenuti, generoso per aver voluto condividere tutto questo con il mondo a cui, speri, di essere riuscito a trasmettere non solo un messaggio, ma tanti, e forse qualcosa di più.
ABC: L’alfabeto magico di Alan Moore – Terza e ultima parte  - comics-alan-moore-fashion-beastQualcosa che parla di idee, delle loro origini e ispirazioni, messaggi d’amore e di incoraggiamento, pensieri di meraviglia e immagini di sorpresa.
L’intento era forse quello di risollevarci dalla miseria per poi condurci verso l’incanto?

Mi piace pensare che questo tuo messaggio sia anche testimone, come quello che si usa nelle maratone, e che possa concretizzarsi e portare nuova linfa anche ad altre storie non propriamente tue.

L’unica certezza che hai lasciato è che con lo scorrere di queste pagine hai lasciato più di una impronta, ma hai aperto una finestra su un mondo –più mondi – fuori dal mondo provenienti, probabilmente, dallo stesso luogo di quel demone serpente di cui vai millantando e che ora, fattosi bastone, ti accompagna in nuove peregrinazione.
Storie che non sono solo di immaginazione ma anche tangibili a cui ricorriamo ogni volta che ne abbiamo bisogno.
Parafrasandoti, dunque: storie, non lo siamo forse tutti?

Abbiamo parlato di:
La lega degli straordinari Gentlemen. Maggio 1868
Alan Moore – Kevin O’neill
Bao Publishing  – Agosto 2013
188 pagine, Colori , Copertina rigida – € 19,00
ISBN: 978-8865431566

La lega degli straordinari Gentlemen 2
Alan Moore – Kevin O’neill
Bao Publishing  – Settembre 2013
224 pagine, Colori , Copertina rigida – € 20,00
ISBN: 978-8865431672

La lega degli straordinari Gentlemen: Century
Alan Moore – Kevin O’neill
Bao Publishing  – Novembre 2012
244 pagine, Colori , Copertina rigida – € 21,00
ISBN: 978-8865431122

La lega degli straordinari Gentlemen: Black Dossier
Alan Moore – Kevin O’neill
Bao Publishing  – Novembre 2013
192 pagine, Colori , Copertina rigida – € 21,00
ISBN: 978-8865431795

Top Ten Deluxe
Alan Moore – Gene Ha – Zander Cannon
RW Lion  – Marzo 2014
330 pagine, Colori , Copertina rigida – € 32,95
ISBN: 978-8866918820

 

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