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Dylan Dog #328 – Trash Island (Mignacco, Mari)

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Dylan Dog #328 - Trash Island (Mignacco, Mari) - trash_island_dylan_dog_copertinaPartiamo dalle cose migliori di quest’ultimo : anzitutto la bella copertina di Angelo Stano, che cita The Walking Dead ma mantiene il suo stile peculiare e la nuova, convincente, impostazione retinata. Il  dei momenti più statici, con le sue ombre dense, gli sguardi profondi e i contorni netti, offre un bell’equilibrio di bianchi e neri che rende le pagine piacevoli.
Il resto è un disastro.
 tira fuori una storia priva di spunti di interesse, dove i personaggi sono scialbe macchiette bidimensionali e non sopravvive uno straccio di suggestione horror, complice una fretta indiavolata che fa passare dal presente a una serie di flashback più inutili che esplicativi, buttati là per dovere di cronaca o, peggio, per preservare gli elementi classici di un albo dell’indagatore dell’incubo, con il risultato di banalizzarli.
Se c’è una cosa interessante del genere trash, è la verticalizzazione su certi tipici errori di sceneggiatura: l’aderenza assoluta e innaturale ad alcuni pattern psicologici, il gusto per l’iperbole o l’estrema linearità del racconto come motori della trama. Trash Island, da questo punto di vista, dichiara di voler giocare, ma non ha il coraggio di farlo.
È un po’ quello che accade a Mari quando si avventura nelle scene più dinamiche, ma lo fa lasciando i protagonisti in statiche pose verticali e riempiendo le vignette di linee cinetiche. Con il risultato di non far percepire l’azione, ma piuttosto la confusione.

Abbiamo parlato di:
#328 – Trash Island
,
, dicembre 2013
98 pagine, brossurato, bianco e nero – 2,90 €
ISBN: 977112158000930328

Dylan Dog #328 - Trash Island (Mignacco, Mari) - DyD-384-img-1

1 Commento

1 Commento

  1. Gustav Berenson

    Gustav Berenson

    15 gennaio 2014 a 15:20

    per tacere di altri errori di distrazione grossolani come (vado a memoria) un personaggio con due sigarette contemporaneamente e l’ossessivo riferimento al fatto che Dyd dovrebbe farsi internet: cosa che si immagina farà fra un anno col nuovo trend

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