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Non piangere (Hansen)

Non piangere (Hansen) - nonpiangere_coverIn Non piangere, Lance Hansen si cimenta nella difficile sfida di riuscire a evocare il complesso miscuglio di emozioni e pensieri dell’adolescenza. Purtroppo l’impresa risulta sostanzialmente fallita e gli episodi raccontati (spesso basati sui ricordi dell’autore) non riescono a superare la dimensione strettamente personale né, con poche eccezioni, a suscitare emozioni o riflessioni. Il difetto sembra essere proprio nell’approccio di Hansen, che rimane alla superficie degli eventi, senza scavare nei sentimenti, nei pensieri reconditi, in ciò che potrebbe mettere a disagio: estrema autodifesa? Pudore?
Quando Hansen rilascia questo vincolo, l’opera guadagna forza, come avviene quando racconta l’imbarazzo del protagonista nei confronti della (supposta) deficienza mentale del fratello; qui, il contrasto fra il desiderio di non essere assimilato al fratello e il legame affettivo fra i due ragazzi, comunica malessere e proprio questo malessere spinge il lettore a confrontarsi con quanto narrato.
Il resto, sono piccoli episodi di vita quotidiana, che rientrano nel canone classico del racconto dell’adolescenza e che possono al più suscitare condivisione superficiale (“è capitato anche a me!”), ma niente di più. Non piangere finisce quindi per essere un diario illustrato con perizia e sensibilità, soprattuto nella resa delle emozioni attraverso la mimica facciale, ma strettamente personale.

Abbiamo parlato di:
Non piangere
Lance Christian Hansen
Traduzione di Riccardo Zanini
Edizioni Diabolo, 2013
111 pagine, brossurato, bianco e nero – 13,95 €
ISBN: 9788415839477

 

 

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