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Kal-El, figlio di Jor-El

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Non vi tragga in inganno il carattere sconosciuto. Si tratta di Kryptoniano, e nel rigo sopra riportato potete leggere le parole con le quali si presenterebbe a uno sconosciuto, ovvero “Kal-El, figlio di Jor-El”. È proprio di lui che parleremo in questo articolo, cercando di dare dei riferimenti a quelle che sono le sue caratteristiche fondamentali. Possibile accennarne ma impossibile ricapitolarle tutte in maniera organica; il problema più grande nasce dal fatto che la mole di fumetti e opere varie dedicati a in settanta anni offre indicazioni talvolta (leggasi spesso) discordanti e anche e soprattutto difficilmente assimilabili nella loro interezza. Limitandoci ai fumetti parliamo di tre albi mensili (1) più i volumi speciali, le apparizioni in altre serie, le miniserie per un totale di oltre duemila storie composte da un numero approssimativamente calcolato in più di trentaseimila pagine, scritte da decine di autori diversi e disegnate da centinaia di artisti diversi. Poiché il tutto è avvenuto in circa settant’anni, capirete facilmente che una coerenza interna in questa enormità di opere diventa pressoché impossibile e lo stesso vale per un qualcosa che possa essere anche lontanamente associata a una uniformità grafica. Non basterà però questo a tagliare le ali al nostro tentativo; senza necessariamente addentrarci negli sviluppi decennali di ogni singolo dettaglio e talvolta indicandone qualcuno particolarmente interessante, cercheremo di offrire un quadro che partirà dalle idee e dal progetto iniziale dei padri del personaggio Jerry Siegel e Joe Shuster. Terremo conto soprattutto delle primissime indicazioni offerte dai fumetti e da quella che potremmo definire la “percezione dell’uomo comune” dell’immagine di . Il primo discorso da affrontare riguarda le varie identità che possiamo addebitare a ; il secondo riguarderà invece una questione apparentemente di lana caprina circa il nome che useremo più spesso di seguito per indicare il protagonista di questo libro. Tutti o quasi conoscono già la storia di : Kal-El è un bambino nato (2) sul pianeta Krypton, arrivato sulla Terra su di un razzo spaziale, battezzato Clark Kent dai sui genitori terrestri adottivi, che si fa chiamare Superman quando, messa su una calzamaglia e un mantello, si batte per debellare le ingiustizie, raddrizzare i torti e difendere i deboli.

Il tema della doppia identità è una delle chiavi del successo del personaggio. In realtà però, con il passare del tempo e il fluire delle trame e sottotrame, Superman ha sviluppato ben più di una doppia identità. Il primo Superman, l’originale di Siegel e Shuster, Clark Kent, dopo la morte dei genitori adottivi, decide di utilizzare i superpoteri che ha scoperto di avere a fin di bene, come sopra accennato. Per un lunghissimo periodo di tempo e un quantitativo enorme di storie quindi il Nostro cela la propria doppia identità, letteralmente, a tutto il mondo. È l’esempio più lineare di doppia identità che ci possa essere; da un lato una persona eccezionale a tutti gli effetti, dall’altro una persona fintamente impacciata, timida e incapace perfino di ottenere una parola gentile dalla volitiva collega Lois Lane.

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Superman nelle vesti di Clark Kent (Action Comics #1).

Abbiamo già osservato come la doppia identità era stata vista nelle storie di Zorro e della Primula Rossa, solo per citare due esempi; va da sé che il caso di Clark Kent è un utilizzo diametralmente opposto della “maschera”. Don Diego de la Vega, impacciato nobile inetto, indossa la maschera e diventa Zorro, il difensore dei deboli e degli oppressi. Per Superman, a ben guardare, la situazione è esattamente ribaltata: la maschera viene indossata da Superman per diventare il timido Clark Kent. Bastano gli occhiali inforcati (3) a nascondere gli occhi blu del supereroe, a essere maschera e nascondere al mondo intero il fatto che Clark Kent è Superman, così come bastava una mascherina a celare ai più la vera identità di Zorro. Pertanto la maschera viene indossata per sembrare inetto e non per essere il supereroe: fra i due, dovremmo quindi dire che il personaggio “reale” è Superman e Clark Kent è la finzione. Questo status però verrà stravolto da un primo restyling effettuato negli anni Ottanta. Dopo circa cinquanta anni di storie, la Casa Editrice DC permise agli autori di riavvolgere il nastro e di riscrivere parte del passato di Superman. Grazie a questa scelta, che analizzeremo nei dettagli più avanti, la doppia identità diventa una tripla, o spesso quadrupla identità; in questo modo gli autori hanno avuto la possibilità di giocare su più piani e sfruttare la schizofrenica vita dell’Uomo di Acciaio per molte trame e sottotrame, prima altrimenti impossibili. Attualmente Superman non è più semplicisticamente la dicotomia giornalista timido/supereroe; è almeno tre personaggi diversi (4) . Analizziamoli rapidamente dal più al meno famoso.

Il primo è Superman: eroe conosciuto in tutto il mondo del quale si sa, anche grazie agli scoop editoriali del buon Clark Kent, che viene da un pianeta alieno e che è dotato di eccezionali superpoteri, che mette al servizio del “Bene”. Superman ha molti amici (Jimmy Olsen su tutti, ad esempio) con i quali intrattiene un rapporto stretto ma ai quali non rivela nulla al di fuori di quella che è la sua immagine ufficiale; questo è il Superman “da copertina” di giornale, è il Superman che utilizza, e spesso ostenta con fini intimidatori, la supervista, la superforza, la supervelocità, che vola, che non finge debolezze. È il Superman voluto e creato da Siegel e Shuster, guascone, sfrontato, raddrizzatore di torti per eccellenza.

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Jor-El, il padre biologico di Superman (Action Comics #314).

Come molti membri della Justice League of America sanno (compreso Batman), però, quando non è impegnato a salvare il mondo, Superman vive e lavora nei panni di Clark Kent, giornalista di altalenante successo e marito della collega Lois Lane. Questa è la seconda identità: il Clark Kent che definiremmo ufficiale, che si rapporta ai suoi amici, ai colleghi e al mondo intero come (sempre meno) timido reporter impegnato nel sociale e nel suo lavoro di denuncia giornalistica. Esiste però nei fatti un terzo Clark Kent, quello che esce fuori quando il Nostro ha a che fare con le persone che sanno della sua doppia identità. Nella nuova versione (ormai assorbita dai lettori da quasi venti anni), i genitori di Clark Kent non muoiono, ma crescono Clark fino a che quest’ultimo non comprende appieno di avere superpoteri e quindi gli confessano la sua natura aliena, mettendolo in contatto con i suoi defunti genitori Kryptoniani attraverso il relitto del “razzo” (come lo avrebbe descritto Siegel) che lo aveva portato sulla terra. La terza identità è quindi quella del Clark Kent privato: un uomo adulto che ha confessato il suo segreto anche all’amica di infanzia Lana Lang, nonché alla moglie Lois Lane (5) (e anche al nuovo Superboy, alla nuova Supergirl e a tanti altri ancora); quando è con i suoi genitori adottivi, o con Lois, Clark Kent è un altro: più disinvolto, simpatico, sbruffone, rilassato, decisamente diverso dal Clark Kent maschera che è quello pubblico. Difficile capire chi sia in realtà o come possa sembrare più giusto chiamare Superman, persi come già siamo fra queste peripezie fra le varie identità. Per partire bisognerebbe dire che il nostro personaggio, ben prima di essere Superman (6) è semplicemente Clark Kent. Potremmo fermarci qui considerando corretto far riferimento a questo nome come il più giusto anche perché, soprattutto nelle ultime interpretazioni, si è cercato di far capire come la Terra sia ben più di una mera patria adottiva per Superman. Senza dimenticare tutto ciò, però, chi scrive preferisce molto di più utilizzare il nome originale Kal-El; si tratta, se lo concedete, di un vezzo, teso a sottolineare come, ancora prima di essere Clark Kent, il nostro era comunque altro ancora, appunto Kal-El. Pertanto, senza dimenticare, sottovalutare o maltrattare il lato umano (Clark Kent) né il lato supereroistico (Superman), per chi scrive il personaggio protagonista di questo libro è Kal-El di Krypton, quel Kal-El che si era presentato all’inizio di questo capitolo.

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Il piccolo Kal-El assieme ai genitori biologici Jor-El e Lara Lor-Van (Superman: Man of Steel Special #3).

Note:
  1. O quattro o cinque, a seconda del momento. 

  2. Vedremo più avanti la questione sul luogo effettivo di nascita di Superman nelle varie interpretazioni degli autori. 

  3. Il semplice gesto di togliere gli occhiali e passarsi la mano fra i capelli per scompigliarli per diventare Superman ricorda il passaggio molto simpatico che avviene in tanti film e telefilm americani nei quali la ragazzina occhialuta e bruttina diventa un splendida ragazza dopo aver tolto gli occhiali e sciolto i capelli. 

  4. Anche questo essere tre persone contemporaneamente ha nel tempo dato punti di appoggio a quella quasi blasfema ma non molto ardita teoria di cui si era accennato in precedenza che vuole Superman attuale icona laica gemella del Cristo cattolico. 

  5. Nell’albo Action Comics #662 del Febbraio 1992. 

  6. Ovvero il momento in cui è liberamente il superuomo che è, utilizzando appieno le sue supercapacità. 

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