BreVisioni

Dampyr #165 – La fine della caccia (Falco, Piccininno)

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Dampyr #165 – La fine della caccia (Falco, Piccininno) - Dampyr-165I fumetti seriali della Sergio Bonelli hanno un canone comune, ripetuto in ogni albo e declinato secondo le  caratteristiche dei vari personaggi.
In Dampyr tale cifra è rappresentata, mensilmente, dalla caccia che Harlan e i suoi compagni danno a un Maestro della notte, sconfitto puntualmente alla fine della storia. La peculiarità della serie in questo caso è data dai numerosi flashback storici e dai continui cambi d’ambientazione geografica.
L’albo di e non si discosta dal suddetto canovaccio, ma lo sfrutta per sviluppare una vicenda che, seppur scontata negli sviluppi, fa dei flashback storici i propri punti di forza.
La lettura fa trasparire l’accurata ricerca documentaria intrapresa sia dallo sceneggiatore che dal disegnatore per rendere al meglio le ambientazioni dell’Europa della metà del ‘600, della Grande Guerra e della Seconda Guerra Mondiale. C’è cura nella ricostruzione dei fatti, tanto quanto nella restituzione grafica di particolari storici come le divise degli eserciti della Guerra dei Trent’anni e gli spazi interni degli U-Boot tedeschi, i sottomarini del Terzo Reich.
Le tavole sviluppano la vicenda all’interno della tipica gabbia di sei vignette, concedendosi anche licenze come una splash page completamente priva di bordi. I tratteggi, le campiture e l’ottima resa delle anatomie dei personaggi da parte di Piccininno arricchiscono un albo che, senza troppe pretenziosità, si legge e si apprezza con piacere.

Abbiamo parlato di:
Dampyr #165 – La fine della caccia
,
Sergio Bonelli Editore, dicembre 2013
98 pagine, brossurato, bianco e nero – 2,90 €
ISBN: 977159000200230165

Dampyr #165 – La fine della caccia (Falco, Piccininno) - Dampyr-165-b

6 Commenti

6 Comments

  1. la redazione

    la redazione

    4 febbraio 2014 a 19:17

    I commenti sono soggetti ad approvazione prima di essere pubblicati, per evitare alcuni attacchi di spam di cui siamo state vittime. Purtroppo questo significa che può passare del tempo tra il commento e la sua comparsa sul sito.

  2. Mauro Boselli

    4 febbraio 2014 a 15:00

    Dove sono finiti i commenti?!?

  3. Mauro Boselli

    4 febbraio 2014 a 12:52

    Tu scrivi “ripetuto in OGNI albo”. Le parole hanno un peso e un significato(a volte ;) ) univoco! Dampyr è soprattutto VARIETA’ ed è un concetto che evidentemente non sono riuscito a far passare… ; (

    • David Padovani

      David Padovani

      5 febbraio 2014 a 10:02

      “Le parole sono importanti”, lo diceva anche Nanni Moretti in “Palombella rossa”. Concordo con te Mauro.
      Il mio volere indicare la caratteristica “incriminata” come importante nell’economia narrativa di Dampyr non porta in sé, a mio avviso, un’accezione negativa né tanto meno vuol sottintendere la mancanza di varietà della serie da te creata.
      Tuttavia, ti ringrazio per avermi fatto notare un particolare: rileggendo il mio pezzo, quel “mensilmente” può essere fuorviante. L’idea resta comunque, nella stesura delle nostre brevisioni, il provare in poche righe a “fotografare” una serie, a inserire il numero particolare di cui si parla in un contesto più generale del personaggio per i lettori che ancora non hanno mai letto niente su di lui. Questa mia breve ha provato a fare un’istantanea di Dampyr: è un mio scatto e dunque, in una certa misura, tarato sulla mia soggettività di giudizio.
      Grazie Mauro per questa tua disponibilità al dialogo.

  4. Mauro Boselli

    2 febbraio 2014 a 19:38

    Mi spiace, David, ma tu non conosci la serie, se affermi che la tipologia FISSA della serie è la caccia al Maestro della Notte. E’ frequente, certo. Ma si è verificata al massimo 30 volte su quasi 170 numeri pubblicati. I numeri in uscita a febbraio e marzo 2014, per esempio, sono molto diversi. E nel corso del 2013 abbiamo avuto episodi MOLTO diversificati. Se vuoi te li mando…

    • David Padovani

      David Padovani

      3 febbraio 2014 a 15:25

      Ciao Mauro e, in primis, grazie del tuo commento: fa sempre piacere ricevere un commento da parte di un autore.
      Tornando per un attimo alla mia analisi, l’incipit della brevisione non voleva in alcun modo avere un’accezione negativa: voleva, in estrema sintesi, “fotografare” la serie, estrapolarne “una” (non “la”) caratteristica saliente per offrire al possibile lettore della brevisione una sorta d’inquadramento.
      Lungi da me confutare i numeri da te riportati: sei uno dei creatori di Harlan, chi meglio di te può avere il conforto di tali dati?
      Tu stesso tuttavia parli di una tipologia frequente: ecco, io credo che, anche se si verifica 10 volte ogni 50 numeri, resta comunque un connotato fondamentale di Dampyr. Assieme ad altri, ovviamente.
      A proposito, grazie per l’offerta d’invio dei numeri del 2013: seguo e colleziono Dampyr dal numero 1… Tuttavia, se volessi mandarmeli autografati, chi sono io per rifiutare? :)

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