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“Star” a tempo determinato: Dieci giorni da Beatle di Sergio Algozzino

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“ e perché non ne vuole parlare? Io lo racconterei a tutti!”
“Perché a volte le grandi fortune possono diventare quasi delle maledizioni… o non si sanno apprezzare e basta”

Anni ’80, Sidney, Australia. Di fronte alla passione di un ragazzino per la musica, le delusioni passate vengono rimpiazzate dalla voglia di raccontare,"Star" a tempo determinato: Dieci giorni da Beatle di Sergio Algozzino - sbam_dieci_giorni_da_beatle_tunue-212x300 ancora una volta, una storia pazzesca ma che forse si è tentato di dimenticare.
Questo l’escamotage iniziale utilizzato da per narrare l’esperienza unica di Jimmie Nicol che per 10 giorni, nel 1964, si ritrovò a condividere il palco con tre quarti dei Beatles.

Come tanti altri adolescenti degli anni ’50, Nicol inizia a suonare attirato dalla novità e dall’energia del rock. Alla diffidenza iniziale verso la nuova band locale “sulla bocca di tutti” si sostituisce presto in Jimmie un grande rispetto e passione per il quartetto di Liverpool, di cui inizia entusiasticamente a suonare dal vivo le canzoni. Senonché, una sua performance viene notata proprio dal loro manager, Brian Epstein. Questo è l’incontro che porta la carriera di Nicol a una svolta: Epstein chiama il batterista per sostituire temporaneamente Ringo Starr, ammalatosi alla vigilia del primo tour mondiale.
L’esperienza è delle più "Star" a tempo determinato: Dieci giorni da Beatle di Sergio Algozzino - 10giorni_beatles-21-225x300sconvolgenti per Nicol, che di colpo si ritrova in un mondo fatto di folle di fan urlanti, teatri ricolmi di spettatori e ragazze facili. Ma allo stesso tempo la felicità è minata prima dalla freddezza con cui “il sostituto” è accolto dal resto del gruppo e poi, non appena Jimmie inizia a sentirsi parte di quel mondo, dall’inevitabile ricomparsa di Ringo.

Dieci giorni da Beatles ha il raro pregio di sembrare essersi “scritto da sé”. La narrazione, le ambientazioni e i personaggi che vi appaiono brillano di giustezza e misura, e rispecchiano con naturalezza i pensieri e le emozioni di Jimmie Nicol. Dai momenti convulsi dei concerti, graficamente molto densi, ai momenti più riflessivi, in solitudine, essenziali e spesso in bianco e nero. L’esperienza della sua ascesa e della sua caduta sono il fulcro del libro ma, più di altre simili parabole di cui è piena la storia del rock, la sua avventura spicca per l’altissima vetta raggiunta in un tempo troppo breve. La discesa, ovviamente è per questo ancora più difficile. Il suo ritorno alla realtà è infatti dei più duri: dopo aver “toccato con un dito la vera realizzazione di un musicista” e dopo che la sua favolosa avventura ha smesso di interessare alla gente, il ragazzo deve mettere in discussione tutta la sua vita, la sua carriera e la sua stessa passione per la musica.

"Star" a tempo determinato: Dieci giorni da Beatle di Sergio Algozzino - beatle-02

La rappresentazione dei volti caratterizza questo romanzo grafico fin dall’immagine di copertina, in cui una fotografia ritagliata del viso di Nicol sembra essere stata incollata su quello di Ringo Starr con del nastro adesivo, a emulare l’azione sognante di un fan sfegatato.
Altri primi piani e sguardi ‘in camera’ contribuiscono al coinvolgimento del lettore e alla vera e propria empatia con le emozioni dei personaggi: quello di Jimmie Nicol al telefono, quando gli "Star" a tempo determinato: Dieci giorni da Beatle di Sergio Algozzino - tunue-presenta-la-graphic-novel-dieci-giorni-da-beatle-05-214x300viene proposto l’ingaggio; quelli eccitati e sudati dei fan durante i concerti, occhi sgranati e bocche aperte, a intonare le canzoni dei loro idoli.
Ma i più significativi rimangono sicuramente i volti/non-volti dei tre Beatles, che all’inizio Nicol non “vede” perché troppo emozionato per riuscire a guardarli in faccia. In una felice intuizione grafica, questi acquistano i loro visi solamente quando il nuovo batterista riesce a stabilire con loro un vero contatto umano.
Lo stile grafico con cui sono resi i personaggi rimane costantemente in equilibrio tra un certo realismo e una semplificazione dei tratti che ricorda il manga. Dello stile nipponico Algozzino sembra utilizzare assai spesso anche la mancanza di veri e propri sfondi nelle vignette, lasciando così che il lettore si concentri sul protagonista e le sue sensazioni.

Conclude il volume la postfazione di Rolando Giambelli dei Beatlesiani d’Italia Associati, una presentazione entusiasta dell’autore e dei suoi “molteplici interessi artistici”, una sorta di benedizione dell’esperto al talento e all’affinità dello spirito da fan di Algozzino.

Dopo le immagini – fra gli altri – di Hervé Bourhis (Il piccolo libro dei Beatles), (Baby’s in Black), la retrospettiva di Bookmaker Comics e, per i più giovani, quella di Stefano Frasetto ne Il Giornalino, ecco un nuovo emozionante punto di vista interno da parte di una voce forse più vicina a tutti noi, strimpellatori di belle speranze, che qualche volta cerchiamo di immaginare come sarebbe far parte di uno dei gruppi musicali più famosi della storia.

Abbiamo parlato di:
Dieci giorni da Beatle

, 2013
96 pagine, brossura, colori – 13,70 €
ISBN: 978-88-97165-64-4

 

2 Commenti

2 Comments

  1. Marco

    18 dicembre 2013 a 00:18

    Molti fumettisti strimpellano o sono buoni musicisti, come mai? Cosa accomuna queste due forme a livello di passione? Perché poi quasi sempre musica e strumentazione pop/rock e raramente strumenti e stili più vrtuosi?

    • la redazione

      la redazione

      18 dicembre 2013 a 09:22

      E’ un argomento effettivamente curioso e interessante, che ci ripromettiamo da anni di approfondire. Prima o poi partoriremo qualcosa :)

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