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Hellblazer – Peccati Originali

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Hellblazer - Peccati Originali - immagine1-1305Quali terrori tenevano sveglie le persone negli anni 80? Il decennio del rigetto della poverta’, del sogno degli yuppie, della fiducia nello sviluppo, della destra e del conservatorismo, della forza dell’individuo, della bellezza e dei gesti inutili… La fine delle rivoluzioni, del punk, dell’lsd, delle illusioni… Potevano esistere incubi e demoni, in quegli anni?
Lo scrittore inglese risponde, quasi urlando, di si, con la sua poesia piena di parole, con la sua immaginazione perversa e la sua sensibilità di uomo di sinistra incazzato. E racconta quegli incubi nelle prime storie della serie Hellblazer (datate 1987/1988), finalmente ripresentate in volume dalla .

Con chi è “incazzato” Delano? Con il governo conservatore della Thatcher, al terzo mandato consecutivo, con gli yuppie, con la violenza degli hooligans, con le sette religiose, con le congregazioni devote al diavolo. E’ questo il mondo in cui si muove un piccolo, sperduto John Constantine, personaggio inventato dalla fervida mente di nelle pagine di .
Il personaggio di Delano è già diverso, in queste prime storie, è già un volto nello specchio dell’autore, con il suo cinismo e la sua rabbia. Nelle sei storie l’orrore si manifesta con demoni, certo, demoni reali, tremendi signori delle mosche, incauti giocatori d’azzardo nel mercato americano della borsa e dell’economia, perversi seminatori d’odio. Ma l’orrore che ci colpisce allo stomaco è quello della povertà dei sobborghi di Londra, della sconfitta degli arrampicatori sociali, dei reduci di guerra e dei dispersi mai tornati dal Vietnam, delle ragazzine innocenti in lotta con i propri genitori, perse nelle vane illusioni delle sette religiose.

Delano gioca con il punto di vista del lettore, muovendo continuamente Constantine da Londra al Nord America, e ci mostra, con il suo sguardo inglese, le perversioni della terra promessa, così lontana dall’Inghilterra, eppure così vicina nella sua decadenza e nelle sue finzioni. Perche’ negli anni 80 non c’erano soltanto i sogni dei ricchi, ma anche la caduta dei rivoluzionari, come uno schiaffo sul volto degli anarchici, a svegliare di colpo le coscienze e a dire “ehi, vi siete sbagliati, la rivoluzione non esiste, esiste solo la Thatcher, la leader di ferro!!”.
Nel mondo di John Constantine la droga è reale, la morte è feroce, il sangue scorre a fiumi. E Constantine, per sopravvivere ed uscire vincente ogni volta, si gioca l’anima, tradisce i propri amici, e cerca di dimenticare la tensione di dover essere il numero uno, sempre, col tabacco, l’alcool e il sesso.
Ma quanta poesia, in quelle debolezze! Quello che Delano e un gruppo di altri autori, tra cui spicca naturalmente il Gaiman di , hanno cercato di fare in quegli anni con la , sottoetichetta della abilmente guidata da Karen Berger, è stato dare una sveglia al fumetto statunitense, prima giocando con il mondo dei supereroi (non dimentichiamo che Constantine osserva insieme a la famosa Crisis dell’universo DC sotto la guida di Moore, o che incrocia Batman e altri supereroi nei primi numeri della sua serie), poi allontanandosi totalmente da esso, per immergersi nel mondo reale.

Se un limite a quelle storie, e a quella poetica, si vuole trovare, lo si può individuare nella troppa facilità con cui si apre la strada alla depressione esistenziale. Nelle storie di Delano, tutto viene descritto con la precisione maniacale di un depresso che osserva il mondo da dietro una finestra. E ogni cosa diventa manifestazione del proprio stato interiore, della propria debolezza. Ma proprio questa forma poetica diventa la più chiara e lucida rappresentazione degli anni 80 visti dal popolo, dalla classe operaia.

I disegni visionari e sperimentali sono dell’abilissima coppia Ridgway/Alcala, che contribuiscono non poco alla buona riuscita delle storie. Quella che più ha risentito del tempo passato è forse la colorazione di Kindzierski, sicuramente molto interessante e innovativa per il periodo, ma ormai sconfitta dalla colorazione digitale dei nostri giorni. Ottima, come sempre, la confezione della , che prosegue nel meritevole impegno di presentarci il meglio della produzione adulta dei fumetti americani.

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