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Aske di Mikkel Ørsted Sauzet: l’elegante visione di un dramma silenzioso e sanguigno

Aske di Mikkel Ørsted Sauzet: l’elegante visione di un dramma silenzioso e sanguigno - aske-forsideEsistono frontiere fumettistiche ancora inesplorate.
Una di queste è certamente quella del fumetto danese, recente e prolifera realtà nata dall’ibridizzazione culturale di due delle maggiori correnti del fumetto internazionale: quella franco-belga e quella dei comics americani.
Tra le prime file di quest’avanguardia troviamo il giovane esordiente Mikkel Ørsted Sauzet che, con la sua graphic novel “muta” Aske (“Ceneri”, tutt’ora inedita in Italia), definisce prepotentemente gli standard qualitativi che questa nuova realtà è in grado di offrire al mercato europeo. 

Aske ha il dono di essere un’elegante e nello stesso tempo crudele visione di una Haiti oppressa dalla tratta degli schiavi e governata dal fascino oscuro e rivoltoso della magia voodoo.
Due elementi che permeano la storia sin dalle prime pagine, innescando in sincrono la miccia narrativa che sibilerà progressivamente all’orecchio del lettore fino alla conclusione della stessa.
La trama si erge sulla progressione di alcuni destini, quasi apparentemente svincolati tra loro, che si diramano per ricongiungersi in seno agli esordi della rivoluzione haitiana scoppiata nel 1791. I veri protagonisti della storia, se proprio vogliamo identificarli, sono due: un bambino albino, nato da una schiava in una piantagione di canne da zucchero, e uno schiavista sadico e violento, introdotto e caratterizzato attraverso un marchio di tre lettere, GDL, impresso a fuoco sulla carne degli schiavi.
L’incontro di questi due personaggi si renderà concreto in un riscatto quasi profetizzato da quella stessa, misteriosa, magia che da sempre definisce la cultura haitiana. 

Aske di Mikkel Ørsted Sauzet: l’elegante visione di un dramma silenzioso e sanguigno - mikkel_sauzet_1I toni narrativi sono definiti abilmente da uno storytelling che ha il pregio di essere controllato e vivace allo stesso tempo. Le griglie sono ritmate da vignette “grasse” che conferiscono ampio respiro, fino a culminare in splash page incisive ed estremamente poetiche. Altrettanto suggestivo è il modo in cui vengono introdotti i tre capitoli del volume, preceduti da tre simboli “vévé” (simboli religiosi il cui scopo è quello di evocare uno spirito durante una cerimonia voodoo) che richiamano Papa Legba (spirito mediatore tra l’uomo e il dio supremo), Ogoun (spirito del ferro e del fuoco) e Baron Samedi (lo spirito della morte). 
Tra le tante peculiarità strutturali che può vantare Aske, spicca in particolar modo la scelta cromatica adottata sin dalla copertina del volume. I graffianti tratti sanguigni di una penna a sfera spiccano sui bianchi e neri alla base delle tavole, definendone non solo i toni accusatori che l’autore intende rivolgere a questa triste pagina di storia, ma caratterizzando al contempo lo stringente dramma che la anima.
Altra particolarità rilevante in Aske (che, tra le tante cose, definisce anche l’identità universale del prodotto) è l’assenza quasi assoluta di suoni. Solo poche onomatopee, diluite e orchestrate magistralmente, definiscono i momenti salienti della storia. 

 Vincitore al CopenhagenComics Festival come “esordiente dell’anno”, Mikkel Ørsted Sauzet spicca senz’ombra di dubbio tra i promettenti araldi che coronano una corrente fumettistica avveniristica.

 Abbiamo parlato di:
Aske
Mikkel Ørsted Sauzet
Aben Maler, 2013
112 pagine, cartonato, bicromia – (190 kr) 25,00€
ISBN: 9788792246585

Aske di Mikkel Ørsted Sauzet: l’elegante visione di un dramma silenzioso e sanguigno - 01

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